Catalogo Monete Romane Da Scaricare

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I migliori cataloghi di monete romane e l'ultima novità in lingua le monete che dall'epoca greca, da quando oltre al valore economico ci fu. E' inoltre possibile sfogliare online la "versione web" dei cataloghi da dove è possibile effettuare offerte direttamente Monete Romane I (Lotti 30/, Pag. Da Wayx, 27 Aprile, in Monete Romane Imperiali poter scaricare legalmente un catalogo sulla monetazione romana oppure dove se ne. Catalogo di monete e numismatica: per ciascuna moneta è presente una scheda moneta) è lo studio delle monete e delle medaglie dal punto di vista artistico. Scarica Una collezione di Medaglie, Autunno - Catalogo della Moruzzi grande successo per le selezionatissime monete romane suddivise per temi.

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Rivista italiana di numismatica 1894/Notizie varie

Ciao, scaricabile Ciao Illyricum :. Join the conversation You can post now and register later. Reply to this topic Go To Topic Listing. Studiosi, collezionisti e semplici appassionati si scambiano informazioni e consigli sul fantastico mondo della numismatica.

Il network Cataloghi online Portale Numismatica Lamonetapedia. Una terza moneta presenta al dritto la testa di Ercole volta a destra e al rovescio una protome equina Thurlow-Vecchi [9].

Appassionato di Monete?

I motivi dell'attribuzione di questa moneta a Luceria non sono esplicitati. Questa moneta è considerata come appartenente a questa zecca anche da Riccio e Grueber [12]. I nomi potrebbero indicare sia duumviri di Luceria che i responsabili della zecca. Una serie di monete fuse, dalla quincuncia alla semioncia è collocata, da Rutter ed altri, negli anni a. L'asse è suddiviso in 10 once.

Il peso teorico dell'asse, basandosi sulla quincuncia sarebbe di ca. Le monete di questa serie sono tutte illustrate, nel suo testo, da Riccio. Molti tipi sono ripetute in una serie di aes grave emessa successivamente con pesi ridotti.

Esiste un terzo gruppo di monete, con valori che vanno in questo caso dalla unità asse o nummus fino alla semioncia. I tipi sono sostanzialmente gli stessi della serie precedente con l'aggiunta dell'unità, che non è presente nell'altra serie.

L'emissione è collocata, da Rutter ed altri, negli anni - a. La serie si basa su un asse di 79 g circa.

Le differenze sono date oltre al peso ridotto e all'asse, anche dalla presenza al rovescio dell'indicazione di zecca, assente nella serie precedente, tramite la lettera o più raramente L [5] [9]. Riccio associa a questo gruppo un semisse romano, catalogato come Cr. La teruncia di questa serie differisce da quello della serie precedente, oltre che per gli aspetti metrologici, anche perché la stella presente otto raggi anziché sei.

I tipi presentano al dritto la testa di una divinità e al rovescio ripropongono temi ripresi da quelli quelli delle monetazioni precedenti [5]. Poiché non è una serie fusa, non è presente in Thurlow - Vecchi né in Haeberlin. Per la semioncia sono presenti due tipi diversi. Rutter et al. Questa serie è costituita da monete romane coniate da una zecca situata a Luceria.

Le monete si distinguono dalle altre coniazioni romane per la presenza della lettera. La serie è costituita da valori che dall'asse scendono fino alla semioncia.

La datazione di questa serie secondo Crawford è nel periodo a. La serie presenta i tipi caratteristici della monetazione romana repubblicana enea con la prora della nave presente al rovescio di tutti i valori.

Libri numismatica antica

L'asse è una moneta fusa. Il semisse ha due varianti: la prima è fusa e l'altra è battuta. Haeberlin elenca per l'asse 9 esemplari e per il semisse fuso 22 [14]. Quest'ultima moneta era inserita da Riccio tra quelle della II classe [15]. La serie delle monete è catalogata come Crawford L'asse su cui si basa la serie ha un peso standard di 83 grammi circa, calcolato su 45 esemplari dall'asse al triente [14].

L'identificazione con questo centro è data dalla presenza della , una forma arcaica della lettera L. A questo periodo appartengono le serie identificate come 97, 98A, 98B e 99 da Crawford [17]. Si tratta quindi di un numero elevato di monete, che comprendono sia argento che bronzo e che sono state battuta da Roma a Luceria durante la seconda guerra punica. Crawford suddivide la prima delle serie, la 97, in 6 gruppi.

Al primo gruppo appartengono un vittoriato e un quinario , entrambe denominazione argentee. Il vittoriato è simile alle monete romane con questa denominazione e si differenzia sostanzialmente per la sola presenza della lettera al rovescio che si trova tra il trofeo e la Vittoria effigiati al rovescio [18].

Anche il quinario da Cr. Al secondo gruppo della serie, costituito esclusivamente da monete di bronzo, oltre alle monete standard delle emissioni romane repubblicane dal triente alla semioncia , appartiene un quincunx Cr.

Per gli altri valori sono utilizzati i tipi standard delle emissioni romane, con al rovescio la prora di galea e la lettera , che caratterizza le emissioni.

Il peso standard di questo secondo gruppo si basa su un asse di 64 g circa [20].

Monetazione di Luceria

Il primo Cr. La figura al rovescio era stata interpretata da Riccio come Giove [22] e di conseguenza disegnato con questo aspetto [23]. Il peso standard del terzo gruppo si basa su un asse di 45 g circa [24]. I tipi sono gli stessi del gruppo precedente.

La differenza è costituita dal peso standard che nel quarto gruppo si basa su un asse di 36 g circa [24]. L'asse ha come tipi quelli standard della monetazione romana, con Giano al dritto e la prora di nave al rovescio.

Le altre monete sono: destante, semisse, triente, quadrante e sestante. Il peso si basa su un asse di 23,5 g circa [25]. Il sesto gruppo è rappresentato solamente da un asse dal peso medio di circa 9 g su cui è raffigurato Giano. La serie comprende 8 denominazioni, è datata negli anni a.

Le monete d'argento sono: vittoriato , mezzo vittoriato, quinario e sesterzio d'argento. Il peso delle monete di basa su un denario di 4,5 g circa [26]. Il mezzo vittoriato è una moneta particolarmente rara, che si trova solo in questa coniazione; presenta al dritto la testa di Minerva con l'elmo corinzio e al rovescio un cavaliere [26].

Anche il sesterzio, dal valore di un quarto di denario è una moneta raramente coniata durante la repubblica. Le denominazioni d'argento, a parte il mezzo vittoriato, mostrano i tipi standard. Il vittoriato ha al dritto la testa di Giove e al rovescio la Vittoria che incorona un trofeo.

IL TESORETTO DI TERAMO:544 MONETE DI ETA’ IMPERALE ROMANA IN ESPOSIZIONE A PALAZZO MELATINO

Il quinario e il sesterzio hanno a dritto la testa della dea Roma e al rovescio i Dioscuri; oltre alla differenza nel peso queste due ultime monete si distinguono per il segno di valore: V cioè cinque per il quinario e IIS cioè due e mezzo per il sesterzio.

Le monete enee sono: quadrante , sestante , oncia e semioncia. Queste monete sono caratterizzati dalla presenza della lettera. Il quadrante presenta il tipo con la test di Mercurio e la prora che è lo standard della monetazione romana del periodo. Le altre monete presentano tipi diversi. Il sestante ha a dritto la testa di Minerva e al rovescio i Dioscuri, l'oncia le testa elmata di Roma al dritto e un Dioscuro al rovescio mentre la semioncia mostra le teste dei giugate Dioscuri al dritto e i loro cavalli al rovescio.

Gli stessi tipi erano presenti nella moneta di pari valore della prima monetazione battuta al martello di Luceria [26]. La terza serie, catalogata come Crawford 98B, è costituita solo da un quinario con la testa elmata di Roma e i Dioscuri al rovescio. La sua pertinenza a Luceria non è certa [26]. La serie è divisa in due gruppi. Al primo gruppo appartengono nove denominazione che vanno dall'asse alla semioncia comprendendo, oltre ai valori standard della monetazione romana in bronzo dell'epoca, anche il destante.

I tipi delle monete sono quelli già visti nella prima serie. La differenza è nelle legende che presentano la lettera già vista e nel peso medio dell'asse di riferimento che in questo caso è di 22,5 g circa [27]. Il secondo gruppo è composto esclusivamente da un asse, con Giano e la prora di nave. La moneta presenta un peso di 28 g circa ed è separata dalle altre per questo motivo [27].

Catalogue of Numismatics and Coins

Crawford ipotizza che la lettera possa rappresentare la sigla del magistrato monetario [27]. Thompson et al.

Fu ritrovato nel a Campo Laurelli , "tre miglia a nord di Toro " [29] , nei dintorni di Campobasso. Il tesoro è descritto nel Bullettino Archeologico Napoletano del Il ritrovamento presenta È costituito da 86 monete d'argento e da 13 bronzi. I bronzi sono 7 provenienti da Roma, di cui 2 fusi e gli altri battuti, uno proviene da Arpi , sempre nell'Apulia, uno da Teate, tre sono non classificabili.

La moneta proveniente da Luceria è un aes grave identificato come "triente" [30] ; potrebbe essere la quadruncia catalogata come HN Italy Il tesoro è di scarso interesse: nell'articolo vengono descritte tutte le monete trovate nel sito archeologico senza ulteriori specificazioni.

La scarsezza dei ritrovamenti contestualizzati, in tutto un'unica moneta, non permette di ricavare informazioni sulla datazione e sulla circolazione. L'alfabeto utilizzato è quello latino della fine del III secolo a. Per le monete in argento il piede monetario utilizzato è lo stesso dei Romani, basato su un denario di 4,5 g circa.

I vittoriati presentano un peso medio di 2,98 g e i quinari 2,02 grammi [26].

Il peso degli esemplari tende a essere minore del peso teorico a causa dell'usura. Alcune HN Italy hanno un peso medio di g, mentre altre HN Italy hanno un peso di g quelle con i nomi e di g quelle senza. La serie Crawford 97 presenta nel secondo gruppo il primo è costituito solo da monete argentee un piede di 64 g circa, nel terzo di 45 g, nel quarto di 36 g, nel quinto di 23,5 e l'asse del sesto gruppo presenta un asse di 9 grammi.

La seconda serie, catalogata come Crawford 98A, presenta un piede con un asse di 54 grammi e quella catalogato come Crawford 99, la quarta, un asse di circa 22,5 grammi.